Fondo del Reciproco Insegnamento |
| Il contributo dei Georgofili alle scuole di “Reciproco Insegnamento” |
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Con lettera del 15 dicembre 1897 Luigi Ridolfi consegnava all’Accademia dei Georgofili, a suo nome, quello del fratello e del nipote Ridolfo, i documenti che erano appartenuti alla Società per la diffusione del metodo del Reciproco Insegnamento fondata dal padre Cosimo nel 1819, ricongiungendo così idealmente la storia e le vicende relative a tale profonda esperienza pedagogica toscana, al luogo dove essa aveva avuto origine.
La mancanza di scuole ed il diffuso stato d’indigenza del popolo, avevano indotto i Georgofili fin dalla fine del ’700 a prendere iniziative a favore del-l’educazione e dell’istruzione dei fanciulli e dei giovani. Fedeli a questa loro tradizione ed animati dallo stesso spirito, alcuni accademici decisero di dar vita nel 1819 a Firenze a scuole fondate sul metodo del Reciproco Insegnamento, esportando così in Toscana le esperienze indiane di Andrew Bell e quelle inglesi di Joseph Lancaster.
Il metodo si prestava a soddisfare ed a rispondere almeno a due esigenze immediate e cioè una forte richiesta didattica e per contro una marcata carenza di docenti.
Il metodo del Reciproco Insegnamento permetteva di istruire contemporaneamente un gran numero di allievi; impartito per gruppi, gli alunni erano guidati dai “monitori”, cioè da studenti più adulti e già istruiti che sotto l’occhio vigile di un maestro che coordinava l’attività e sorvegliava la disciplina della classe, insegnavano ai fanciulli più piccoli a leggere, scrivere, far di conto.
Conoscenze elementari certamente, ma non di poca valenza come scriverà oltre più di un secolo dopo Maria Maltoni affermando che in questi tre semplici assunti stava tutta la capacità umana di acquisire, organizzare ed ordinare la conoscenza.
Aule spaziose, banchi disposti al centro, tabelle lungo le pareti per l’apprendimento della lettura e dell’aritmetica, premi, punizioni e soprattutto il principio dell’emulazione costituirono gli elementi caratterizzanti di questo metodo pedagogico che trovò diffusione in tutta Italia, ma che in particolare in Toscana ed in Sicilia rimase attivo fino alla metà del secolo XIX.
Nel Granducato, la nascita delle scuole di Reciproco Insegnamento fu perorata da personaggi del calibro di un Cosimo Ridolfi, Gino Capponi, Luigi Serristori, Girolamo de’ Bardi ed anche in questa occasione, fedeli del resto alla loro storica tradizione, i Georgofili non mancarono di chiedere lumi e sostegno di quanti all’estero già avevano operato in questo ambito, prima fra tutte la Société pour l’instruction élémentaire di Parigi con la quale vi fu una vivace corrispondenza fin dal 1818.
La consorella francese attraverso le parole di alcuni dei suoi fondatori plaudì al progetto che rendeva merito a “cette belle Toscane qui fut le berceau des lumières et des arts dans l’Europe moderne” e l’Annunzio della Fondazione di una scuola d’Insegnamento reciproco presentato da Ridolfi all’Accademia nel gennaio 1819 riconfermava la speranza di vedere anche il “centro d’Italia” arricchirsi di “sì utili e benefiche istituzioni”.
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Il 1° maggio 1819 si apriva la scuola presso l’ex convento di S. Chiara in via Maggio con cinquanta allievi che nell’arco di appena un mese triplicarono. Il maestro Luigi Bracciolini seguì passo passo gli alunni che si susseguirono e fu guida di tanti giovani per oltre un trentennio, fino alla chiusura delle diverse scuole avvenuta nel 1850.
Alle classi maschili fece seguito ben presto anche una scuola dedicata alle fanciulle che trovò ricovero nel locale sovrastante la sede di S. Zanobi in via S. Gallo. Sia le scuole maschili che quelle femminili presero avvio da società costituite ad hoc in precedenza il cui scopo era quello di diffondere il metodo; attraverso forme di contribuzione, ogni associato sosteneva economicamente uno o più allievi. La società istituita a sostegno delle classi maschili contava nel 1818 centosedici sottoscrittori disposti a sovvenzionare per un anno l’istruzione di ben 348 allievi.
Istruzione e non solo: negli intenti dei Georgofili promotori, impegno fondamentale ed irrinunciabile fu, oltre quello di avviare i giovani all’apprendimento, quello di educarli nel senso più ampio della parola, risvegliando in essi “sentimenti di sommissione, docilità, di riconoscenza, d’amor fraterno, e di savia condotta”, incitandoli all’onestà, alla giustizia, alla prudenza.
La denuncia della ignoranza e della povertà in cui versava la maggior parte della popolazione del Granducato, aveva coinvolto in più di una occasione i Georgofili ed anche l’intento di offrire premi in natura, pane e vestiario, ai fanciulli più meritevoli, rispondeva in qualche modo a questa emergenza sociale.
Accanto al maestro altra figura importante era quella del medico a cui competeva la tutela della salute e dell’igiene dei fanciulli. I controlli periodici avvenivano sia nelle classi che presso le abitazioni dei fanciulli. I rapporti stesi da Antonio Lupinari, il medico che collaborò a lungo con le scuole fiorentine, offrono un interessante spaccato circa le malattie dell’epoca dovute massimamente alla povertà, alla sporcizia, alla trascuratezza in genere.
Con gli anni al “leggere, scrivere e far di conto”, si aggiunse l’insegnamento di materie più complesse, quali il disegno lineare e geometrico, la musica, le lingue straniere. A Livorno ad esempio fu introdotto l’insegnamento della contabilità in modo da formare una classe di artigiani istruita nelle pratiche amministrative.
Quando il 25 luglio 1850 venne dichiarata conclusa l’esperienza toscana del Reciproco Insegnamento, qualcuno tra i Georgofili più accalorati espresse tutto il suo rammarico nel “veder disciogliersi un’associazione … tutta diretta ad un fine di pubblico vantaggio” .
L’Accademia dei Georgofili che ha già proposto nel passato (1996) una prima indagine ed una prima catalogazione sistematica corredata da abstracts del Fondo del Reciproco Insegnamento, curata dalle dottoresse Luciana Bigliazzi e Lucia Bigliazzi, intende ora presentare su web agli studiosi, una prima parte dell’indice sintetico del Fondo stesso, con l’impegno di mettere a disposizione quanto prima non soltanto l’intero indice, ma soprattutto il catalogo ragionato.
Giugno 2004
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Coordinatori del Progetto: Luciana Bigliazzi – Lucia Bigliazzi
Per ogni informazione rivolgersi alle dottoresse Bigliazzi (biblioteca@georgofili.it)
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